Il sistema elettrico nazionale ha subito negli ultimi dieci anni una profonda trasformazione trainata dalla necessità del nostro paese di adeguarsi alle Direttive Europee emanate in materia fin dalla metà degli anni '90.
La Direttiva 96/92/CE e la successiva 2003/54 rappresentano la spinta originaria che ha determinato, seppur in misura diversificata tra i vari Paesi, l'evoluzione dei sistemi elettrici europei da monopoli gestiti da un unico grande operatore nazionale, attivo su tutta la filiera, a mercati liberalizzati aperti alla concorrenza e caratterizzati da una molteplicità di operatori.

Le Direttive hanno quindi inteso generare un mercato "equilibrato" nel quale gli operatori nuovi entranti e l'ex-monopolista potessero confrontarsi a parità di condizioni in quei settori della filiera elettrica che potevano essere aperti alla concorrenza con vantaggio per i consumatori finali. Si è distinto, infatti, tra segmenti di mercato che dovevano continuare ad essere gestiti in regime di monopolio (trasmissione e distribuzione, per evitare la duplicazione delle reti) e segmenti nei quali le economie di scala sono limitate e ove quindi si può dispiegare la concorrenza ed i suoi benefici.

In Italia, l'atto che ha dato fondamento alla liberalizzazione del settore attraverso il recepimento della prima Direttiva, è il c.d. Decreto Bersani del 1999 (D.Lgs. 79/99) che ha rappresentato il punto di svolta fondamentale nella politica nazionale per il settore elettrico. Agendo sui diversi segmenti, dalla produzione alla vendita al cliente finale, il Decreto Bersani e i successivi atti normativi che da esso sono scaturiti, hanno ridisegnato i contorni dell'intero settore.

Tirreno Power mercato

Il modello attuale è quindi il risultato di un processo evolutivo che ha generato sviluppo e rinnovamento del parco produttivo italiano nonchè efficienza economica nei diversi segmenti: ciò attraverso riforme che hanno interessato tutte le fasi della filiera elettrica.